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Nei primi anni novanta il Programma delle Nazioni Unite per il controllo della droga (UNDCP, con sede a Vienna), finanziato in larga parte con contributi volontari del Governo Italiano, attuava una significativa correzione di rotta nelle strategie fino ad allora seguite, che privilegiavano le pur importanti fasi della repressione e del controllo del traffico, decidendo di dedicare maggiore attenzione (e risorse) alle azioni di prevenzione del consumo di droghe.

Questo riequilibrio dei tre aspetti in cui si articolava l’impegno della comunità internazionale nella lotta alla droga apriva alla Rappresentanza Diplomatica Italiana presso gli uffici dell’ONU a Vienna (di cui all’epoca ero vice-Rappresentante permanente) la possibilità di proporre la diffusione della pratica e dei valori dello sport come parte integrante dei programmi di riduzione della domanda di droga nel mondo.

In questo quadro nasceva l’idea di una collaborazione a tutto campo tra l’UNCDP e il Comitato Olimpico Internazionale per la diffusione di sani stili di vita trai giovani.

La Conferenza Internazionale “Sport contro Droga”, che ebbe luogo a Roma presso la sede del CONI nel febbraio 1995 con la partecipazione di esperti, associazioni, atleti di tutti i continenti, si concludeva appunto con la firma da parte del Presidente del CIO, Juan Antonio Samaranch, e del Direttore dell’UNDCP, Ambasciatore Giorgio Giacomelli, di un accordo di collaborazione tra le due istituzioni.

Successivamente, su iniziativa della delegazione italiana, la competente Commissione delle Nazioni Unite (Commission on Narcotic Drugs, riunita a Vienna nel marzo 1995) richiamava il contenuto dell’accordo in una Risoluzione che l’Assemblea Generale approvava a New York nell’autunno dello stesso anno.

In particolare, la Risoluzione – che si concludeva con un appello al Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Atlanta 1996 di diffondere il messaggio “Sport contro Droga” durante i Giochi – raccomandava la creazione, nei Paesi membri, di Comitati Nazionali con il fine di diffondere lo sport come strumento di particolare importanza nelle prevenzione del consumo di droga tra i giovani.

In questa sequenza di eventi si inserisce la nascita, nell’ottobre 1995, del Comitato Italiano Sport contro Droga.